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Adone
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mwbgAdone (mwbwin greco antico Ἀδώνης?, Adṑnēs o Ἄδωνις, Àdōnis) nome che nelle lingue semitiche significa "Signore" (cfr. "Adonai" in ebraico), è una figura di origine mwcasemitica, dove era oggetto di un importante culto nelle varie religioni legate ai riti mwcqmisterici ispirati dalla apparente morte e resurrezione stagionale della vegetazione. È relativamente assimilato alla divinità egizia mwcgOsiride, al semitico mwcwTammuz, all'etrusco mwdaAtunnis (o Atunis), all'anatolico mwdqSandan di mwdgTarso e vagamente legato anche al frigio mwdwAttis, tutte divinità legate alla rinascita e alla vegetazione. Soprattutto nell'attuale mweaSiria era identificato come mweqAdon.

Contents

Note

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Il ramo d'oro

Come spiega mwhaJames Frazer in mwhqmwhgIl ramo d'oro, opera per ampia parte dedicata al mito di mwhwTammuz, «il culto di Adone fu praticato dalle genti semitiche di mwiaBabilonia e Siria e i Greci lo presero da loro agli inizi del settimo secolo avanti Cristo. Il vero nome della divinità era Tammuz: Adone è semplicemente il nome semitico mwiqAdon, “signore”, un titolo onorifico con il quale i fedeli si indirizzavano a lui. [...] Nella letteratura religiosa babilonese Tammuz appare come il giovane sposo o amante di mwigIštar, la grande dea madre, incarnazione delle energie riproduttive della natura».cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]

Adone è una delle più complesse figure di culto nei tempi classici. Egli ha assunto numerosi ruoli in ogni periodo. Simboleggia la giovanile bellezza maschile ma anche la morte ed il rinnovamento della natura. Dal suo sangue crebbero gli mwlaanemoni e ad essi Adone viene associato.

Fu un fanciullo bellissimo, figlio nato dal rapporto incestuoso fra mwlgCinira, re di mwlwCipro (ubriacato per l'occasione), e sua figlia mwmaMirra. Un giorno, Cancreide, moglie di Cinira, osò sostenere che sua figlia fosse più bella di Afrodite, oppure Mirra stessa si astenne dall'offrire sacrifici alla dea. Afrodite, adirata, fece infiammare Mirra d'amore per suo padre e la fanciulla s'abbandonò alle lacrime per non poter soddisfare il suo desiderio. Una notte essa s'accinse ad impiccarsi quando la nutrice Ippolita, attirata dai suoi lamenti, la scorse e si apprestò a fermarla e a dissuaderla dai suoi propositi di morte, invitandola a confidarsi con lei. Bastò che Mirra proferisse: «O mamma, felice per te che sei sua moglie!» per far ammutolire la vecchia donna che apprese la passione incestuosa di Mirra per il padre e, per amore della fanciulla, si dichiarò disposta a portarla a compimento.

La nutrice attese la celebrazione della festa di mwmgDemetra, in occasione della quale le mogli si astenevano dall'andare a letto con i propri mariti, e parlò a Cinira, annebbiato dal vino, di una bellissima fanciulla, coetanea di Mirra, che desiderava giacere con lui. Calò la notte e la donna portò Mirra per mano nell'appartamento del padre, presentandola all'uomo nell'oscurità. La fanciulla si giacque con il padre per nove notti, senza che l'uomo scoprisse l'identità della figlia, ma una notte Cinira s'incuriosì e accostò una lampada al viso di Mirra; riconosciuta in lei la propria figlia, ammutolì per l'orrore e sguainò la spada per ucciderla. Mirra fuggì disperata in aperta campagna e, con il favore della notte, depistò il padre, supplicando poi gli dei di renderla invisibile risparmiandola sia alla vita sia alla morte. Oppure, Cinira inseguì furibondo la figlia fuori dal palazzo e la raggiunse sul ciglio di una collina, ma mwmwAfrodite, mossa a compassione, s'affrettò a tramutarla in un albero di mwnamirra, che l'uomo troncò in due con un netto fendente.

Trascorsero nove mesi e Mirra fu colta dalle doglie. Il suo tronco s'incurvò ma la metamorfosi privò la fanciulla d'una voce potente con cui potesse emettere gemiti. mwngLucina s'impietosì, s'avvicinò all'albero e posò le mani sulla corteccia per pronunciare la formula del parto. Subito s'aprì un piccolo varco, da cui affiorò il piccolo Adone. Le Naiadi lo raccolsero e lo unsero con le lacrime di sua madre.

Allevato dalle mwoaNaiadi, riuscì letteralmente a stregare con la sua sfolgorante bellezza la stessa Afrodite, che lo amò appassionatamente, e poi anche mwoqPersefone. Secondo il racconto dello mwogPseudo-Apollodoro Afrodite lo mandò da mwowPersefone in una cassa di legno, affinché quest'ultima lo tenesse al sicuro in un angolo buio. Persefone, spinta dalla curiosità, aprì il cofano e vi scorse il bellissimo bambino. Se ne innamorò e lo tenne con sé nel suo palazzo. Afrodite fu informata della faccenda e si precipitò irata nel Tartaro per rivendicare Adone, ma Persefone rifiutò di restituirlo ad Afrodite ed essa s'appellò allora al verdetto di mwpaZeus.

mwpgZeus, che ben sapeva che Afrodite in un modo o nell'altro si sarebbe unita con il bel fanciullo, rifiutò di risolvere una questione così sgradevole e l'assegnò ad un tribunale meno prestigioso, presieduto dalla Musa mwpwCalliope. La dea stabilì che Afrodite e Persefone meritavano pari autorità su Adone, perché la prima l'aveva salvato al momento della nascita e la seconda in seguito, scoperchiando il cofanetto e rinvenendo il fanciullo. Calliope risolse la disputa ordinando al ragazzo di passare un terzo dell'anno con Afrodite, un terzo con Persefone e un terzo con la persona di sua scelta. Secondo altri, Zeus stesso s'interessò alla questione ed emise il verdetto.

Afrodite s'infuriò perché Adone non le era stato concesso solo per sé e sfogò il suo sdegno instillando nelle Menadi un disperato amore per mwqqOrfeo, figlio di mwqgCalliope. Il musico respinse le fanciulle invasate ed esse, offese, lo dilaniarono. Poi indossò una cintura magica che stimolava il desiderio sessuale verso chi la portasse e attirò Adone fra le sue braccia, inducendolo a trascorrere con lei anche la porzione annuale destinata alla libertà e riducendo il periodo che spettava a Persefone. Si narra che una donna, mwqwElena, aiutò Afrodite nel sedurre il bellissimo Adone. Un giorno, la Musa mwraClio insultò Afrodite per la sua storia d'amore con il fanciullo e la dea, furente, l'accecò d'amore per Piero, figlio di Magnete. Ovidio narra che Afrodite fu involontariamente colpita da una freccia del figlioletto mwrqEros avvolgendolo in un abbraccio e per questo s'innamorò alla follia di Adone ormai adulto, bello e fiero.

Per amore del giovane, Afrodite trascurò di visitare mwrwCitera (oggi Cerigo), mwsaPafo e altri suoi luoghi di culto, e non smise per un istante di seguirlo nei boschi e nelle selve, liberando i cani da caccia contro cervi, lepri e caprioli per facilitare all'amato le prede.

Come figli di Adone e di Afrodite si ricordano mwsgPriapo (nato veramente dopo che Afrodite fu amata anche da mwswDioniso), mwtaGolgo, eponimo della città di Golgi a mwtqCipro, mwtgIstaspe, Zeriadre, e una figlia, mwtwBeroe.cite-ref-3[3]

Secondo altri mitografi durante una battuta di caccia fu ucciso da un mwvqcinghiale inviato dal geloso mwvgApollo con l'aiuto di mwvwArtemide o da mwwaAres amante della dea Afrodite. Dal sangue del giovane morente crebbero gli mwwqanemoni e da quello della dea, ferita tra i rovi mentre era corsa a soccorrerlo, le mwwgrose rosse. Zeus commosso per il dolore di Afrodite concesse ad Adone di vivere quattro mesi nel regno dell'mwwwAde, quattro sulla Terra assieme alla sua amante e quattro dove preferiva lui.

Differenti versioni

Al nucleo più antico della storia basato sull'incesto tra Teante, re siriaco, o mwzwCinira, e la figlia mwaaMirra, il parto di Adone dall'mwaqalbero, la contesa tra mwagAfrodite e mwawPersefone per il possesso del bambino, si aggiungono altri motivi, rintracciabili soprattutto nelle favole di Igino.cite-ref-4[4]

Riassumiamo qui le differenti versioni:

• L'offesa ad Afrodite verrebbe dalla madre di lei Cencreide, la quale osò affermare che la propria figlia era più bella di Afrodite.
• Secondo altre fonti la causa dell'ira di Afrodite fu il vanto espresso da mwdaMirra che la sua chioma fosse più bella di quella della dea. Vi è pure una forma della leggenda che attribuisce la sventura di Mirra non all'ira di Afrodite ma a quella del mwdqSole. I poeti e scrittori tardi si sono compiaciuti di rappresentare come la nutrice venisse in aiuto della fanciulla e contribuisse a trarre in inganno il padre di lei: su questo particolarmente il Libro X delle mwdgMetamorfosi di mwdwOvidio.
• Sarebbe il re ad aprire la corteccia dell'albero con la mweqspada.
• La mwewleggenda narra pure che Afrodite si invaghì di Adone solo quando divenne adulto, diventando un bellissimo pastore e cacciatore.

Anche sulla morte esistono differenti versioni:

• Si narra che fu ucciso dal cinghiale mandatogli contro dal geloso mwfwAres o che Ares stesso si fosse trasformato in mwgacinghiale per paura che Afrodite si innamorasse di lui.
• Oppure fu mwggArtemide a causare la morte del giovane, irritata dalla persecuzione di Afrodite contro mwgwIppolito.
• Oppure nel furioso cinghiale si cambiò non Ares, bensì mwhqApollo, per trarre vendetta del proprio figlio mwhgErimanto, che Afrodite aveva accecato perché egli l'aveva veduta al bagno.
• Sarebbe stata Afrodite a nascondere il corpo di Adone morto sotto le lattughe e a trasformarlo in anemone.

Adone e Ammone

Il mitologo Fornuto connette Adone ed Ammone. Ammone, secondo alcuni un re di mwigLibia da identificare con Dioniso, figlio di Cinira (re di Cipro), sposò Mirra ed ebbe per figlio Adone. Cinira, avendo bevuto un giorno eccessivamente, s'addormentò in una postura indecente in presenza della nuora, e questa se ne fece beffe alla presenza di suo marito. Ammone ne avvertì suo padre, dopo passata l'ebbrezza, e Cinira sdegnato contro la nuora, caricò di maledizioni tanto lei che suo nipote e li scacciò. Mirra, con suo figlio, si ritirò nell'mwiwArabia ed Ammone nell'mwjaEgitto, dove morì. Dicono che era in Libia una mwjqfontana di Ammone, la cui acqua era fredda a mezzodì e calda la mattina e la sera.cite-ref-5[5] Anche Ammone è considerato custode della natura e della fecondità. Secondo Plinio vi era un mwkgoracolo di Ammone in mwkwEtiopia.cite-ref-6[6] Secondo mwmaDiodoro Siculo Ammone era un eroe libico amato da mwmqRea, che lo rese padre di Dioniso; fu educatore, difensore e maestro di questi e mwmgGiove, i quali gli donarono l'immortalità. Adone, nella versione di Fornuto, si rifugiò in Egitto con suo padre Ammone, dedicandosi interamente alla civilizzazione degli Egizi.cite-ref-7[7]

Adonie e boschetti di Adone

Figura celebratissima in tutta l'antichità greca, come simbolo di natura fiorente spenta dai rigori invernali (rappresentati dal cinghiale), ma che ritorna pur sempre a splendere appena giunge la primavera. Gli furono dedicate le celebrazioni delle Adonie (tra aprile e maggio), periodo in cui le giovani donne sue devote portavano al tempio piccoli giardinetti in vaso a lui dedicati. Coltivati amorosamente per tutta la durata della cattiva stagione erano poi sacrificati al dio rinascente al suo riapparire. In successiva epoca cristiana veduti come emblemi di mwqavanitas pagana o anche di sterilità, in quanto duravano poco ed erano gettati via presto... fino ad esser stigmatizzati qual simboli d'mwqqonanismo ed mwqgomosessualità.

A mwraBiblo, in mwrqLibano, passava un fiume, chiamato l'Adone, che ogni anno prendeva una coloritura rossa il giorno in cui si celebrava la morte di Adone.cite-ref-8[8]

Fonti letterarie

«Ecco che spira, o Citerea, il tenero Adonis! Che cosa faremo?

Battetevi il petto, fanciulle, e strappate le vostre tuniche!»

(Saffo di Lesbo, frammento 140 Voigt)

Continuità del culto

mwtgStrabone nella mwtwGeographia (c. 748) dà conto del culto di mwuaBambike, località "distante quattro scheni dall'Eufrate", chiamata anche Edessa e Hieropolis, dove si venerava la dea Siria ovvero mwuqAtargatis.cite-ref-9[9] La mwvgdea Syria, divinità celeste connessa alle varie forze fecondanti della natura, era la seconda componente della triade ieropolitana mwvwAdad-mwwaAtargatis-Adonis. In città le era dedicato un grandioso mwwqsantuario, di cui ci rimane la descrizione in Luc. mwwgDea Syr. 28, 30 ss. Sia le fonti greche che quelle latine fanno frequentemente allusione al suo culto.cite-ref-10[10]

mwyaAgostino d'Ippona, nella sua opera mwyqmwygDe civitate Dei (prima metà del V secolo), scrive: "Ci sono... i riti sacri a Venere, in cui si piange Adone, il bellissimo giovane suo amante, ucciso dai morsi del cinghiale".cite-ref-11[11]

Nel V secolo mw0aSan Girolamo, mw0qpadre della Chiesa, scrive scandalizzato che perfino mw0gBetlemme accoglieva il pianto per l'amato di mw0wVenere, nella grotta in cui mw1aGesù neonato aveva vagito. Analoghe testimonianze sono presenti in mw1qAmmiano Marcellino.

Adone e i maggi europei

La celebrazione delle mw5aAdonie di primavera, con evidente allusione al rigoglio delle piante dopo l'mw5qinverno, collega Adone a una serie di altri racconti mitici e festività che rendono omaggio alla ripresa del ciclo naturale e si sviluppano attorno alla mw5gsimbologia delle piante. Ricordiamo che Adone, come mw5wAttis, ha origine dagli alberi.

Adone, tra l'altro, ha diverse affinità con la vicenda di mw6qDioniso, il dio che rappresenta il potere vivificante che è nella natura. Non è un caso che, nell'ambito della celebrazione delle mw6gAntesterie, feste di mw6wprimavera presiedute da Dioniso, vi sia il rito delle mw7aAiora in cui si rievoca il suicidio di mw7qErigone, figlia di mw7gIcario, il quale aveva dato ospitalità al dio. Al centro delle mw7wAiora è ancora una volta la simbologia legata alla vegetazione, a partire da Icario per passare all'evocazione dell'impiccagione agli alberi compiuta dalle ragazze ateniesi fatte impazzire dal dio. L'albero è qui una figura centrale che ricorda l'episodio del mito e che acquista una centralità nel rito, dal momento che maschere lignee consacrate vi vengono appese a ricordo della morte di Erigone e delle donne di Atene (si veda anche a questo proposito il rito degli mw8aoscilla).cite-ref-12[12] Anche qui dunque, nella cornice di rinascita delle Antesterie, vediamo emergere il motivo della morte (questi due elementi convivono costantemente non solo all'interno di tale rito e nelle mw9qAdonie).

Nelle mw9wTarghelia, feste del mese di maggio, celebrate in onore di mw-aApollo e mw-qArtemide, si portavano in processione allori, oltre che le primizie dei campi e il primo pane.cite-ref-13[13] Anche nel corteo di Adone venivano portati fiori e piante, oltre ai mw-ggiardini di Adone. Questo elemento contribuisce a creare un'ulteriore affinità con certe tradizioni delle feste del maggio celebrate in Europa.

Un altro rito interessante, accostabile ai "maggi europei", è la processione dei mwaqadaìdala che si svolgeva in mwaqeBeozia in onore di mwaqiEra.cite-ref-14[14] mwaqcPlatea e altre tredici città della Beozia, ciascuna a turno, prendono un daìdalon (un'immagine lignea che ritrae il volto della dea) che viene tagliato in un certo boschetto presso Alalcomene. Ogni sessanta anni tutti e quattordici i daìdala sono bruciati sulla vetta del monte mwaqgCiterone.cite-ref-15[15] Questi "idoli" collocati in città ricordano appunto analoghe cerimonie europee. D'altronde, osserva sempre Burkert, gli mwaq0alberi di maggio "nei tempi più antichi, non erano rinnovati ogni anno, ma venivano conservati al centro del villaggio fino a che, alla fine, venivano bruciati".cite-ref-16[16]

Il rito irlandese di mwarmBeltane, celebrato il primo di maggio dai pastori che si riuniscono nei campi, intreccia pure il motivo del sacrificio e della morte sacra con l'idea propiziatoria delle forze della natura che rinasce perché siano favorevoli alle attività degli uomini.cite-ref-17[17]

Note

cite-note-11. J.G. Frazer, mwar4The golden bough: a study in magic and religion, Hertfordshire, Wordsworth, 1993. Il testo di Frazer è leggibile (e scaricabile) nell'archivio di testi elettronici creato dal mwar8progetto Gutenberg
cite-note-22. mwasmmwasqIl ramo d'oro, ed Bollati Boringhieri, capitoli 29-30-31-32-33
cite-note-33. Enciclopedia Treccani, vol. I, edizione 1949, s. v. mwasgAdone (Adon e Adonis, lat. arc. Adoneus), pp. 516-517.
cite-note-44. Igino, mwaswFabulae 58 e 161.
cite-note-55. Erod. mwataIn Melpom., sive 4 sub finem – Lucret. 6, 847 – Met. 15, 310 – Ant. Carist. c. 159.
cite-note-66. Plinio 6, 29.
cite-note-77. Sul legame tra Adone e Ammone si veda quanto riportato nel mwatcDizionario d'ogni mitologia e antichità di Girolamo Pozzoli, Fr. Noel, Felice Romani, Antonio Peracchi, vol. I, pp. 36, 37, 38, ed. 1820.
cite-note-88. Pierre Grimal mwatsEnciclopedia dei miti, s.v. mwatwAdone, p. 16-17, Garzanti, ed. it. 1997.
cite-note-99. Strabone XVI, 1, 27. Si veda mwauaIl medio oriente di Strabone. Libro XVI della Geographia, quaderni di "Invigilata Lucernis", 19, Edipuglia, introduzione, testo greco a fronte, traduzione e commento a cura di Nicolà Biffi, 2002. Consultabile su mwauegooglebooks
cite-note-1010. P. L. van Berg, mwauuCorpus cultus deae Syriae. Répertoire des sources grecque et latines, Leiden 1972. Per la sua diffusione e forme iconografiche, cf. M. Hörig, Dea Syria Atargatis, in mwauyANRW, II 17, 3, 1536-1581; mwaucmwaugLIMC, s. v. mwaukDea Syria.
cite-note-1111. mwau0Agostino d'Ippona, mwau4mwau8La città di Dio, libro VI, cap. 7,3: "sacra sunt Veneris, ubi amatus eius Adon aprino dente extinctus iuvenis formosissimus plangitur" (traduzione di Domenico Marafioti, 2022, Mondadori).
cite-note-1212. Grimal, mwavmEnciclopedia dei miti, Garzanti, ed. it. 1997, s. v. mwavqErigone.
cite-note-1313. mwavgLa memoria lunga: simboli e riti nella religiosità tradizionale, Ignazio E. Buttitta, Meltemi, 2002, p. 48 (dal cap. II, Le mwavkdaphnephorie di Troina, pp. 42-62). Consultabile anche su mwavogooglebooks
cite-note-1414. Buttitta, mwav4o. c., p. 45.
cite-note-1515. Burkert 1979, p. 211; Kerényi 1995 [1970], p. 65.
cite-note-1616. Burkert 1979, p. 211.
cite-note-1717. Sulla festa di Beltane si possono vedere le mwawgNote sul "Ramo d'oro" di Ludwig Wittgenstein che riporta e commenta ampi passi dell'opera di Frazer.

Bibliografia

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• J. G. Frazer, mwaxgThe Golden Bough, IV, mwaxkAdonis, Attis, Osiris, III edizione, Londra, 1914
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• mwayoJ-P. Thiollet, mwaysJe m'appelle Byblos, Parigi, 2005, p.mwayw 71-80.

Voci correlate

• mwazaAdonis annua
• mwaziAfrodite

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Adonis, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Adone, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefgoodreads(EN) Adone, su Goodreads.
• (EN) Adone, su Comic Vine, Fandom.